Manifesto
Non un giornale. Un centro di ricerca che studia il patrimonio come si studia un organismo vivo.
L’Osservatorio BbCc nasce per leggere il patrimonio culturale italiano con lo stesso metodo con cui si osserva un organismo vivo: con continuità, con strumenti propri, senza fermarsi alla cronaca.
Non pubblichiamo un giornale di attualità e non siamo un aggregatore di notizie di settore. Siamo un centro di ricerca, analisi e divulgazione del patrimonio culturale italiano, promosso dall’Associazione ABCO APS — che cura anche la redazione di Beni Culturali Online: un brand autonomo, parallelo, con la stessa missione.
Cosa osserviamo
Il nostro campo è il patrimonio culturale italiano e il turismo culturale che lo attraversa, con una finestra sempre aperta su ciò che accade nel resto del mondo. Guardiamo ai beni, a chi li possiede e li gestisce, alle istituzioni e ai policy maker, alle direzioni museali, ai professionisti della filiera, al turismo e alle destinazioni, alla ricerca universitaria e al terzo settore: un ecosistema unico, osservato nel suo insieme.
Perché lo facciamo
Il patrimonio culturale produce ogni giorno segnali — flussi, decisioni, trasformazioni — che restano spesso dispersi o non raccontati. L’Osservatorio li raccoglie, li verifica e li restituisce in forma utile.
L’osservatorio che trasforma i beni culturali in conoscenza utile per decisioni, valorizzazione e sviluppo territoriale.
Come lavoriamo
Il programma scientifico dell’Osservatorio si articola in sei aree di ricerca — stato del patrimonio; pubblici, comunità e partecipazione; turismo culturale e territori; economia, impatto e sostenibilità; innovazione, digitale e dati; governance, policy e normative — e si restituisce attraverso sei canali editoriali e divulgativi. Ogni dato che pubblichiamo è verificato e citabile con la sua fonte; quando non lo è, la pubblicazione cambia argomento.
Chi sosteniamo, chi ci sostiene
Essendo un progetto dell’Associazione ABCO APS, l’accesso ai contenuti riservati dell’Osservatorio non passa da un abbonamento commerciale, ma da quote associative e donazioni: chi sostiene l’Osservatorio ne diventa socio, non cliente. È un impegno reciproco, non una transazione.