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60,8 milioni di visite, quasi una su quattro al Colosseo

Il 2024 è l'anno con più ingressi mai rilevati nei musei statali italiani: 60.850.091 visite. Ma il 72,4% passa dai primi 30 istituti a pagamento, e la notizia non è quanta gente entra: è dove.

Di Redazione Team ABCO 11 Luglio 2026 Lettura 5 min Osservatorio Economia, impatto e sostenibilità Pubblici, comunità e partecipazione Analisi aperta

La fila comincia prima dell'apertura. Al Colosseo funziona così quasi ogni mattina: gruppi in attesa sotto gli archi, guide col cartellino alzato, biglietti mostrati dallo schermo del telefono. Nel 2024 quei tornelli hanno contato 14.733.395 passaggi. Un monumento solo vale il 24,2% di tutte le visite registrate nei musei, monumenti e aree archeologiche dello Stato.

Il totale nazionale dice 60.850.091 visite, il 5,4% in più del 2023: è il valore più alto mai rilevato dall'Ufficio di statistica del Ministero della Cultura. Il picco pre-COVID, il 2018 con i suoi 55.313.772 ingressi, è superato del 10,0%. Per dare una misura: più di un ingresso per ogni abitante d'Italia. La curva di questi dieci anni racconta la storia meglio di qualunque aggettivo — i 43.792.162 ingressi del 2015, la caduta a 13.336.443 nel 2020, la risalita fino al sorpasso.

Visite nei musei, monumenti e aree archeologiche statali, 2015-2024 20M 40M 60M 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024 43,8 M 13,3 M · lockdown 60,9 M · record
Visite nei musei, monumenti e aree archeologiche statali, 2015-2024. Fonte: MiC — Ufficio di statistica, Tavola 1.

Gli introiti corrono più veloci delle presenze: €382.004.345 lordi, il 21,7% in più del 2023, quattro volte il ritmo delle visite. La differenza sta nel prezzo. Dividendo gli incassi per i paganti, il biglietto medio sale da 11,38 a 12,02 euro: +5,6% in un anno.

Ma il punto vero del 2024 è la distribuzione, non la somma. I primi 30 istituti a pagamento per pubblico — 30 dei 299 che staccano biglietto — raccolgono 44.039.598 visite, il 72,4% del totale nazionale, e il 92,6% degli introiti: 353,7 milioni di euro. La classifica ufficiale non conta gli ingressi liberi: se lo facesse, il solo Vittoriano ne aggiungerebbe oltre 4,3 milioni e la concentrazione sarebbe ancora più marcata. Dopo il Colosseo vengono gli Uffizi (5,29 milioni di visite), Pompei (4,27), il Pantheon (4,09), la Galleria dell'Accademia di Firenze (2,19). La geografia ripete lo schema: Lazio (29,7 milioni), Campania (10,3) e Toscana (9,1) valgono insieme l'80,7% delle visite. Alle altre diciassette regioni resta il 19,3%.

Un ultimo numero cambia la lettura d'insieme: 29.065.975 visite, il 47,8% del totale, sono gratuite. Quasi una su due non paga. Dentro ci sono le domeniche gratuite e gli under 18 — 19,85 milioni di non paganti negli istituti a pagamento — più i 9,22 milioni di ingressi nei luoghi statali che il biglietto non lo chiedono affatto.

Che cosa te ne fai

Se gestisci un luogo fuori dai primi 30

Il pubblico esiste: 60,8 milioni di ingressi lo dimostrano. Ma non si distribuisce da solo. I 423 istituti fuori da quella trentina si spartiscono 16,8 milioni di visite: in media, circa 39.700 a testa in un anno. Il confronto utile non è col Colosseo: è con la tua regione, nella tavola 6 della rilevazione. Da lì capisci se stai sopra o sotto il tuo bacino reale.

Se lavori o studi nel settore

Qui sotto trovi la fonte, i file originali e le avvertenze sui perimetri: prima di incrociare questi numeri con altre rilevazioni, verifica che contino la stessa cosa. Il dato citabile, già pronto con la fonte, è nella sezione che segue.

Se amministri

La concentrazione è una fragilità doppia: pressione crescente su pochi siti, capacità inutilizzata in tutti gli altri. Qualunque ragionamento sulla redistribuzione dei flussi parte da qui — 30 istituti sotto carico, 423 con margine — non dalle impressioni.

Il dato citabile

«Nel 2024 i musei, monumenti e aree archeologiche statali hanno registrato 60.850.091 visite, il massimo mai rilevato; il 72,4% è passato dai primi 30 istituti a pagamento» — MiC, Ufficio di statistica, Rilevazione 2024.

Fonti e metodo

Tutti i numeri vengono da un'unica fonte primaria: MiC — Ufficio di statistica, Rilevazione 2024 sui musei, monumenti e aree archeologiche statali, pubblicata il 12 maggio 2025 (tavole 1, 6 e 8): https://statistica.cultura.gov.it/?page_id=961. Le variazioni +5,4% (visite) e +21,7% (introiti) sono ufficiali MiC; il confronto col 2018 (+10,0%), le quote dei primi 30 istituti, le quote regionali, il biglietto medio e la quota di gratuiti sono ricalcoli nostri sulle stesse tavole. La top 30 della Tavola 8 considera i soli istituti a pagamento: gli ingressi liberi — per esempio i 4,35 milioni del Vittoriano — non vi sono conteggiati.

Cosa questi dati non dicono:

  • Le visite sono ingressi contati, non visitatori unici: la stessa persona può pesare più volte.
  • Il perimetro è solo statale. Restano fuori i musei civici, privati ed ecclesiastici: li rileva l'indagine ISTAT sui musei, che ha un perimetro diverso e non va mescolata con questa.
  • Negli istituti gratuiti i visitatori sono in parte stimati (registri e contapersone), come dichiara la nota metodologica MiC.
  • A luglio 2026 l'ultimo anno pubblicato è ancora il 2024: la rilevazione è annuale ed esce tra maggio e luglio dell'anno successivo. La latenza fa parte del dato.

L'Osservatorio è un progetto dell'Associazione ABCO APS. Se questo lavoro ti è utile, puoi destinarci il 5×1000 — a te non costa nulla: codice fiscale 90098840276.

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