Più di quattro musei su dieci non formano il personale. I corsi gratuiti della Scuola del patrimonio sono già online
Fra il 2020 e il 2022 il 44,8% dei musei italiani non ha offerto corsi al personale, e nei comuni più piccoli ha fatto formazione solo il 30,5%. Intanto la Scuola nazionale del patrimonio ha più di 200 corsi gratuiti…

Nella primavera del 2023 l’Istat ha chiesto ai musei italiani se, nei tre anni precedenti — dal 2020 al 2022 — avessero offerto corsi di formazione o di aggiornamento ai propri dipendenti, anche online. Il 44,8% ha risposto di no, più di quattro su dieci. Un altro 6,3% non ha saputo o voluto rispondere. Quelli che hanno detto sì sono il 48,8%: meno di uno su due.
È ancora l’ultimo dato disponibile. L’indagine sul 2025, uscita a settembre in forma provvisoria, questa domanda non l’ha ripetuta.
Il dato peggiora man mano che il museo si allontana dalle città. Nei comuni sopra i 50.000 abitanti forma il personale il 60,1% dei musei; in quelli fino a 2.000 abitanti il 30,5%, meno di uno su tre. E pesa la titolarità: i musei pubblici che hanno fatto formazione sono il 55,3%, quelli privati il 36,8%.
Che cosa si insegna, quando si insegna
Fra i musei che la formazione l’hanno fatta, i corsi più diffusi riguardano le competenze tecniche sul patrimonio (68,3%) e quelle trasversali (47,1%). Il digitale viene subito dopo: il 45,5% di quei musei ha formato qualcuno su questo. Riportato a tutti i musei, vuol dire più o meno uno su cinque (il calcolo è nostro: 45,5% del 48,8%).
Intanto, sui servizi digitali, l’indagine sul 2025 dà un quadro aggiornato, anche se provvisorio: il 31,7% dei musei mette online un catalogo dei beni o delle collezioni, il 71,7% ha un account sui social, il 29,2% una biglietteria online. Il catalogo online, il servizio che chiede più competenze, resta in meno di un museo su tre.
I corsi ci sono, sono gratuiti, e sono già online
Il motivo per cui un piccolo museo non forma il personale di solito è pratico: poche persone, nessun budget, nessuno da mandare in aula per giorni. Per questo conviene sapere che una parte della risposta esiste già, ed è pubblica.
La Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali — la fondazione del Ministero della cultura che si occupa di formazione — ha una piattaforma online con più di 200 corsi e oltre 80.000 iscritti. L’offerta è dichiarata «certificata e gratuita». I corsi vanno da mezz’ora a oltre dieci ore, quasi tutti si seguono quando si vuole, e molti rilasciano un Open Badge, un attestato digitale delle competenze acquisite.
Una parte di quei corsi viene da Dicolab. Cultura al digitale, il programma sulla trasformazione digitale del patrimonio promosso dal Ministero e finanziato dal PNRR fra il 2022 e il 2026. Il programma si è chiuso, e il suo sito ne parla ormai al passato. Quello che ha prodotto resta: 175 corsi digitali, raccolti sulla piattaforma della Scuola. Per quanto tempo resteranno online, non è stato detto.
Che cosa te ne fai
Se dirigi un museo piccolo, il primo passo costa un’ora: registrare il personale sulla piattaforma della Scuola e scegliere un corso a testa, partendo dal bisogno più vicino — il catalogo online, l’accessibilità, la sicurezza del patrimonio digitale. Un Open Badge per ciascuno è anche una cosa che si può scrivere in una relazione annuale o in una domanda di contributo.
Se lavori in un museo privato o di un piccolo comune, sei esattamente nella parte della tabella che forma meno. I corsi non chiedono di essere un museo statale: basta registrarsi.
Se amministri una rete o un sistema di musei, il dato da guardare è quel 30,5% dei comuni più piccoli. Un percorso comune scelto per tutti i musei della rete costa poco più di un elenco di indirizzi email, e sposta un numero che da solo ogni museo non sposterebbe.
Il dato citabile
Fra il 2020 e il 2022 il 44,8% dei musei italiani non ha offerto alcun corso di formazione al proprio personale; nei comuni fino a 2.000 abitanti ha fatto formazione solo il 30,5%.
Dati: Istat, indagine sui musei, anno di riferimento 2022.
Fonti e metodo
- Istat, Statistiche culturali — Anno 2022, tavole sui musei (indagine sui musei e le istituzioni similari): tavola 1.15 (corsi al personale negli ultimi tre anni), tavola 1.16 (tipo di formazione).
- Istat, I musei e gli istituti similari — Anno 2025, dati provvisori pubblicati a settembre 2026: tavola 12 (servizi web).
- Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, piattaforma di formazione: catalogo, numero di corsi e di iscritti, Open Badge.
- Dicolab, il progetto e che cosa resta: programma 2022-2026 finanziato dal PNRR, concluso, 175 corsi sulla piattaforma della Scuola.
Che cosa questi numeri non dicono. L’indagine Istat chiede se il museo ha offerto corsi, non quante persone li hanno seguiti né per quante ore. I tre anni a cui si riferisce la domanda comprendono il periodo della pandemia. «Musei», nelle tavole Istat, comprende anche aree archeologiche e monumenti. I dati 2025 sui servizi online sono provvisori. Quanti dei corsi della Scuola siano stati seguiti da personale dei musei, la piattaforma non lo dice.
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